Tajani: «Ora Conte ci dica cosa vuole. Basta cincischiare o giovedì si apre la crisi di governo»

di Marco Esposito«Il M5S sapeva di essere in un governo di unità nazionale dove tutti devono rinunciare a qualcosa» «È il momento della chiarezza, la nostra richiesta è semplice: il M5S ci deve dire cosa vuole fare. Devono spiegare se sono ancora dentro la maggioranza o se sono fuori. Serve serietà». Tajani, cosa sta succedendo? «Quando si prende un impegno va portato fino al termine, il M5S sapeva che stava entrando in un esecutivo di unità nazionale, dove ognuno deve rinunciare a qualcosa. Ma è normale aprire una crisi di governo per il termovalorizzatore di Roma mentre si sta votando un provvedimento di aiuti alle famiglie di 20 miliardi?». Antonio Tajani è netto. Scandice le parole quando parla. Il governo — secondo il coordinatore di Forza Italia — rischia di rimanere impantanato nella sua azione per i comportamenti irresponsabili del partito di Conte. La maggioranza rischia veramente di venire meno? «Serve una verifica tra i partiti. Non si può continuare a cincischiare. Ci sono tantissime cose da fare. E oltretutto le tensioni del centrosinistra si stanno evidentemente scaricando sull’esecutivo». Cosa intende? «Il M5S ha messo nel mirino il Pd, attaccandolo duramente durante la discussione. Il famoso “campo largo” è morto ieri in Aula». Cosa accadrebbe se il Movimento giovedì in Senato non votasse la fiducia sul decreto Aiuti? «Se ne assumerebbero la responsabilità. Si aprirebbe una crisi di governo. Per questo chiediamo una verifica: vogliamo sapere cosa vuole fare Conte. Noi vogliamo che questo governo arrivi a fine legislatura. Siamo sempre stati collaborativi, mai abbiamo portato in Aula provvedimenti divisivi». Si riferisce allo ius scholae e alla cannabis? «Certo. Le proposte del M5S e Pd sono pura demagogia. La loro proposta è divisiva. Sullo ius scholae si può trovare un accordo. La nostra proposta di un ciclo scolastico di otto anni con un esame finale mi sembra un compromesso saggio». Se Conte strappasse uscendo dalla maggioranza, cosa accadrebbe a quel punto? «A quel punto la palla passerebbe al presidente Draghi, che è una persona di grande serietà e che noi sosteniamo. Forza Italia lavora per far arrivare questo governo fino alla fine della legislatura. I grillini sono al governo dal 2018, si sono alleati con tutti: dalla Lega alla sinistra. E ora vorrebbero sfilarsi a un anno dalle elezioni, mettendosi all’opposizione per tornare a strepitare come hanno fatto in passato. Conte ci deve dire cosa vuole fare. Per questo abbiamo chiesto la verifica». Chiederete al premier di andare avanti anche senza i Cinque Stelle? «I numeri ci sarebbero. Silvio Berlusconi avrebbe potuto chiedere le elezioni anche dopo la caduta del Conte bis, anche perché avremmo vinto. Invece lavoriamo con serietà per il bene del Paese e vogliamo continuare a farlo ». 11 luglio 2022 (modifica il 11 luglio 2022 | 21:40) © RIPRODUZIONE RISERVATA , 2022-07-11 20:35:00, «Il M5S sapeva di essere in un governo di unità nazionale dove tutti devono rinunciare a qualcosa», Marco Esposito

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